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Viaggio in Sud America

¡Adiós America!

Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.

Italo Calvino

Mi piace viaggiare con calma, con discreta curiosità e sensibilità. Rientrato ora a casa con un nuovo bagaglio ricchissimo di ricordi e forti emozioni che mi accompagneranno per sempre. Le esperienze vissute con grandi emozioni sembrano persistere più a lungo nel nostro cervello, più vivide ed accurate.

Cinque settimane, tre Paesi, due frontiere superate via terra, nove aerei, un autobus notturno e uno diurno, diverse migliaia di chilometri percorsi in auto, due autostop. Città effervescenti e paesaggi straordinari. Dai 4200 metri fino alla depressione del Pantanal, dai 35 gradi di Bonito ai 2 del Tatío. Dalle Ande, altissime e bellissime, fino alla sconfinata pampa argentina. E due volte sul tropico del Capricorno.

Dal vigoroso Pacifico che si infrange sulle coste del Cile al deserto più arido del mondo; dall’affascinante altiplano fra Cile e Argentina, fino alle montagne di Córdoba. Dalla forza impressionante delle cascate alla calma dei fiumi dal Pantanal, dalla foresta atlantica alla savana umida.

La natura è sempre straordinaria, però credo che siano le persone che fanno i viaggi! Ho avuto il privilegio di viaggiare quasi sempre con amici, tutti pronti ad accogliermi, farmi entrare nelle loro vite per qualche giorno, guidarmi e prendersi cura di me. I momenti straordinari insieme sono stati innumerevoli. E dove non c’erano loro, la piccola comunità di Ocumazo mi ha accolto a braccia aperte. ¡Gracias! Obrigado!

La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.

Fernando Pessoa
Constanza e Rodrigo (Santiago de Chile). Photo @ Valparaíso.
Fernando (Córdoba). Photo @ Los Gigantes.
Luiza e Fernando (Porto Alegre). Photo @ Iguazú.
Isadora e Rafael (Sao Paulo). Photo @ Pantanal.

Viaggio nel viaggio, mi sono divertito a scrivere questo blog e spero sia piaciuto anche a te che stai leggendo! Un racconto timido, curioso e passionale (cit.) Sicuramente ripeterò questa esperienza, se Mirko mi aiuta! Per concludere questo racconto, in Brasile esiste un concetto straordinario che mi accompagnerà: saudade!

Non è vero. Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. […] La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in Primavera quel che si era visto in Estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.

José Saramago

2 risposte su “¡Adiós America!”

Qualcuno ha scritto che non sono le persone che fanno i viaggi, ma sono i viaggi che fanno le persone…nel tuo caso, caro Remi, entrambe le cose sono perfettamente vere. Tu e il tuo viaggio vi siete “presi cura” l uno dell altro in modo uguale e vicendevole. Mi hai confermato che tu riesci a viaggiare all altro mondo e dentro di te con lo stesso entusiasmo e leggerezza, in egual misura. Bentornato…e…continua cosi

Grazie Alessandro, le tue parole sono sempre profonde e molto importanti per me! Da vero Maestro! 🙂

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