Categorie
Argentina Brasile Viaggio in Sud America

Iguazú

Venerdì 10, dopo pranzo, Fernando mi accompagna al piccolo aeroporto di Córdoba. Lo saluto con un po’ di tristezza, quella buona, che ci aiuta a capire che qualcosa ci mancherà. Fernando mi ha fatto amare la sua Córdoba e l’Argentina, in modo molto autentico. Grazie Fernando!

Giungo in serata a Puerto Iguazú, provincia di Misiones. L’indomani incontro Fernando, un mio amico brasiliano conosciuto in Erasmus in Francia, e la sua compagna Luiza. Insieme esploreremo le maestose cascate Iguazú. Primo giorno, lato Argentino. E iniziamo subito con il botto, la Garganta del Diablo!

È il salto più imponente di tutto il complesso. L’acqua ci bagna completamente e il fragore che genera è davvero forte! La nube creata dalla cascata è visibile da lontano e impedisce di vedere la fine del salto di acqua nel fiume sottostante. Una vera forza della natura!

Procediamo nel parco nazionale, attraverso la mata atlántica, la foresta pluviale atlantica. Una varietà impressionante di piante che crescono l’una sull’altra, ragni enormi, farfalle e libellule colorate e iguane. La vista sulle cascate cambia di continuo e nuovi scorci si aprono ai nostri occhi. Luiza è esperta di piante, così mi mostra con gioia tutto ciò che conosce.

Due regali finali all’interno del parco, per coronare la giornata. Un caimano assonnato e un serpente che danza tra due alberi saltando tra i rami. Ammiriamo entrambi con meraviglia e silenzio!

Al termine della giornata, passiamo la frontiera ed entriamo in Brasile, nella città di Foz do Iguacu. Adiós Argentina! In un supermercato, Fernando e Luiza mi mostrano con allegria la grande varietà di frutti e prodotti di cui il Brasile è ricchissimo. Noto anche la varietà dei prodotti italiani. Il Brasile è infatti il secondo Paese al mondo per numero di italiani. Ottima anche la cena con Feijão Tropeiro e Escondidinho de Carne Seca, e naturalmente Caipirinha.

Domenica pomeriggio terminiamo l’esplorazione delle cascate con il parco nazionale dal lato brasiliano. Il cammino è decisamente più corto, bastano un paio di ore, ma la vista è molto affascinante! Da questo lato si apprezza la forza del fiume Iguazú dopo le cascate, che invece appare calmissimo e lento prima dei salti impressionanti tra 40 e 80 m di altezza.

Dedichiamo l’intera mattinata al bellissimo Parque das Aves. Nel parco si possono ammirare tucani, arara e pappagalli coloratissimi, farfalle, iguane, gufi e molti altri uccelli della foresta atlantica. Di questo ambiente originario è rimasto solo l’8% ed esiste solo in Brasile. Nella mata atlántica sono presenti più di 200 specie di rettili, 891 specie di uccelli e oltre 20 mila specie di piante. Osservare la natura della foresta è meraviglioso. Colori vivaci, suoni e profumi rendono speciale questa camminata. Il parco è impegnato in diversi progetti per la salvaguardia di specie a rischio di estinzione e oltre la metà degli uccelli presenti sono stati salvati dalla tratta illegale. Deforestazione e tratta di volatili mettono costantemente in pericolo diverse specie. Ottimo il lavoro del parco per la divulgazione dei loro progetti.

Nel tardo pomeriggio un primo volo ci porta all’aeroporto di Sao Paolo dove saluto con gioia Fernando e Luiza che sono state due ottime guide e compagni di viaggio! Il secondo volo della giornata mi condurrà a Campo Grande, Mato Grosso do Sul, per incontrare Isadora e Rafael. È stato un ottimo fine settimana, un brillante assaggio della affascinante natura brasiliana. Bonito ci aspetta!

Categorie
Argentina Viaggio in Sud America

Sierras Chicas e Alta Gracia

Córdoba è circondata da due catene montuose, Sierras Grandes, dove abbiamo esplorato los Gigantes, e Sierras Chicas. Alla seconda dedichiamo una lunga esplorazione in camioneta, prima tappa la bellissima Candonga.
Proseguiamo verso i luoghi di infanzia di Fernando, la casa dei nonni, tra colli e fiumi dove fare il bagno.
Mortaio comune della popolazione precolombina a bordo del fiume.
I giorni nella Sierra Chica prevedono la visita ai musei di Alta Gracia, e iniziamo con la casa d’infanzia di Ernesto Guevara.
Impresionanti i suoi primi viaggi per il Sud America, dove rimane colpito dalle grandi disuguaglianze che flagellano la popolazione. In particolare, il primo viaggio di 4000 km lo effettua con una bicicletta italiana, Garelli, alla quale monta un motore Micrón.
La Poderosa II
Proseguiamo con l’interessante casa museo di Manuel de Falla, che trasferitosi in Argentina dalla Spagna, si stabilisce ad Alta Gracia per affrontare la tubercolosi.
Terminiamo con le sculture di Gabriel Dubois. Nel pomeriggio visitiamo due località curiose. La cittadina di General Belgrano è costruita tutta in stile tedesco e sembra di essere in Baviera. Si festeggia anche l’Oktoberfest. Terminiamo la giornata a la Cumbrecita, un grazioso villaggio completamente pedonale tra le montagne. Anche qui lo stile è tedesco. Gli immigrati tedeschi giunti qui negli anni 40, decisero infatti di costruire i villaggi ricreando i loro ambienti di provenienza.
Piccolo imprevisto. Ormai tardi, torniamo alla nostra auto, ma questa volta la camioneta ci lascia a piedi. Gomma bucata. Affrontiamo la situazione con estrema calma argentina. Innanzitutto preparo un mate, mentre Fernando chiede aiuto alla Polizia. Loro chiamano i pompieri, che chiamano a loro volta un gommista locale. Ci viene incontro, porta la ruota nella sua officina e torna mezz’ora dopo con la ruota riparata. Che bello! Fernando mi ripete che a lui, la gente di Córdoba piace tanto! E anche a me!
Categorie
Argentina Viaggio in Sud America

Los Gigantes

Anche Fernando ama andare in montagna, così la mia ottima guida organizza una bella e intensa camminata presso Los Gigantes, nella Sierra Grande de Córdoba.

Iniziamo a salire con un forte vento, molte nubi e una visibilità di certo non delle migliori.

Il nome della località è dovuto alle spettacolari formazioni rocciose che prendono la forma di volti mostruosi. Stupendo. Saliamo felici tra i numerosi quarzi che risplendono sul cammino. Raggiungiamo il celebre Mogote alla fine del cammino, ma decidiamo di rimandare l’ascesa a causa delle condizioni meteo.

Fernando mi racconta del forte impatto umano sulla vegetazione e di come esso modifichi irrimediabilmente il suolo. L’allevamento di bovini ha causato disastri e la scomparsa degli alberi autoctoni. Così, mi mostra felicissimo un progetto di riforestazione, dove sono stati piantati alberi autoctoni e le mucche non possono enterare. Percorriamo la valle in modo decisamente avventuroso, ma il risultato è sorprendente!!

Finalmente un po’ di sole ci permette di apprezzare meglio il paesaggio.

Sulla via del ritorno, ormai al termine del nostro trekking, riceviamo uno straordinario regalo. Un Cóndor Andino volteggia vicinissimo sopra le nostre teste per diversi minuti. Riusciamo a distinguere il bianco delle ali e del collo e il marrone della testa. Si distinguono bene anche le dita che possiede al termine delle ali. Il silenzio assoluto ci permette anche di ascoltare il suono del suo liberare nel cielo blu. Osserviamo incantati la maestosità di questo volatile, il più grande uccello terrestre. Un’emozione unica, un paio di minuti indimenticabili!

Categorie
Argentina Viaggio in Sud America

Estancias Jesuíticas

La provincia di Córdoba ha diverse Estancias Jesuíticas che visitiamo con molto piacere e sorpresa! Luoghi affascinanti di architettura coloniale.

Iniziamo con Santa Catalina dove purtroppo si può visitare solo la chiesa perché è privata e la famiglia Díaz ancora vive in questa dimora.

Proseguiamo con Estancia Caroya.

A seguito della cacciata dei gesuiti da parte del Re di Spagna, e con l’introduzione della riforma di Avellaneda sull’immigrazione in Argentina, nel 1878 si stabilí qui una colonia di immigrati friulani.

Una bella storia di sacrifici, ma anche di successo. I testi dell’epoca raccontano: “Los italianos llegado a Argentina en grandes grupos eran laboriosos, de incomparable resistencia y perseverantes; soportaron los trabajos nel campo aún bajo las inclemencias del tiempo, afrontaron un futuro incierto”

Nei pressi della Estancia, una cooperativa di 34 soci friuliani fondò, sempre in quegli anni, anche una cantina, che ovviamente non manchiamo di visitare. Cantina storica, con macchinari d’epoca e persino un alambicco per la grappa.

Terminiamo con la Estancia Alta Gracia. A differenza delle precedenti, questa si trova ormai nel centro di una graziosa cittadina a Sud di Córdoba.

Categorie
Argentina Viaggio in Sud America

Remi, guarda che bella Córdoba!

Domenica 5 arrivo a Córdoba di buon mattino, al termine del mio viaggio in autobus notturno da San Salvador de Jujuy. Viaggio tranquillo e confortevole. In Argentina si viaggia in autobus! Alla stazione degli autobus di Córdoba mi aspetta Fernando che non vedo da sei anni.

Trascorriamo la domenica in modo assolutamente tradizionale, in famiglia: asado, piscina, relax e mate. E qui l’asado è più che un’arte! Sofia, Liliana, Mario e Nicola mi accolgono nella loro famiglia Argentina di origini italiane. Bienvenuto a nostra casa!

L’indomani Fernando ed io dedichiamo la giornata a Córdoba capital, e al suo centro. Anche in questo caso Fernando mi parla di livelli sociali, da uno a sei, e delle diversità visibili nei vari quartieri. La città ha un ritmo molto tranquillo e lento. Non ci sono tanti palazzi, ma tante case basse, con piccoli giardini e asadores.

Iniziamo dal mercato centrale dove Fernando mi mostra con orgoglio la sua macelleria, frutto del duro lavoro degli ultimi sei anni.

Proseguiamo con il Cabildo, dove approfittiamo di una bella mostra di disegni realizzati da studenti universitari, e successivamente visitiamo la Cattedrale. Entrambi gli edifici si affacciano sulla vibrante Plaza San Martin.

Pomeriggio dedicato alla cripta e alla splendida Manzana Jesuítica. Iniziamo con la chiesa e proseguiamo con un’ottima visita guidata al Museo Historico de la Universidad Nacional de Córdoba. La storia e lo sviluppo di Córdoba sono strettamente collegati con l’ordine gesuita, giunto qui per evangelizzare le popolazioni aborigene. Tutte le guide incontrate concordano con il fatto che i gesuiti a Córdoba erano decisamente all’avanguardia, sempre attenti alla cultura e all’istruzione e infatti a loro si deve la nascita della università. A Córdoba sono orgogliosi della loro università pubblica!

Ceniamo con Nicola, con il celebre fast food argentino, il lomito!

Il giorno seguente Fernando mi mostra con gioia ed entusiasmo il campo, la casa di campagna di suo fratello dove hanno intrapreso un allevamento di maiali. Ceniamo nuovamente tutti insieme; d’estate in Argentina ci si incontra spesso! Carne al disco! Grandi bistecche di manzo cotte all’interno di un disco di metallo, con cipolle e peperoni, affogate nella birra. Rigorosamente sul fuoco.

Al centro di Córdoba dedichiamo anche la mia ultima mattinata, venerdì 10 gennaio. La visita guidata del Museo de Artes Religioso y Convento de Carmelitas Descalzas de San José é nuovamente molto preziosa.

Pranziamo in un bel locale tradizionale, assaggiando Locro e Humita.

Córdoba è anche tanta Italia. Praticamente tutte le persone che abbiamo incontrato hanno almeno un nonno o nonna italiani. Piemonte, Sicilia e Friuli le regioni che abbiamo incontrato maggiormente. Così è per me un piacere incontrare Don Santos, il nonno di Fernando, figlio di emigrati siciliani e marito di una donna di Orsara di Puglia. Con orgoglio mi mostra i suoi libri di ingegneria elettrica del Politecnico di Torino sui quali scelse di studiare a Córdoba, per migliorare il suo italiano. Lui, però, in Italia non ci è mai stato, come quasi tutte le persone incontrate. Anche se tutti loro non vedono l’ora, un sogno spesso non realizzabile. Tanti sono anche i locali italiani, come ad esempio una pizzeria che vanta un museo della pizza.

Molte sono le storie di immigrati italiani a Córdoba, tra la fine dell’ottocento e le due guerre mondiali. Vi invito a leggere il post seguente per conoscere una bella storia friulana.

I diversi giorni con Fernando a Córdoba mi hanno permesso di apprezzare molto questa provincia e il suo stile di vita. Fernando mi racconta sempre di un Paese potenzialmente ricchissimo, con una terra estremamente fertile, perfetta per l’agricoltura. Certo si sente la crisi economica. Il pesos argentino vale poco, le file in banca sono interminabili e per uno straniero si rivela complicato prelevare contante. La corruzione è molto elevata. Un paese piccolo in termini di popolazione, grandissimo come estensione e dalle infinite potenzialità.

Una città ricca di attività culturali, musei, mostre. Musei spesso gratuiti o molto, molto economici (meno di un euro). Visite guidate sempre, sempre eccellenti con persone fiere del loro Paese, seppur forse in cerca di una vera e propria identità.

Bellissime le numerose auto anni ’60 e ’70. Tante FIAT, Renault Torino e la mitica camioneta Ford!

Lo stile di vita è tranquillo e ad amici e parenti piace incontrarsi con calma, semplicemente a bere un mate. Nei parchi spesso si vedono ragazzi che bevono mate ed è comune viaggiare con un thermos, l’acqua calda la si trova ovunque. Che poesia condividere un mate! C’è voglia di stare bene insieme, in modo semplice. E questo mi è piaciuto molto! Per me la parola che caratterizza questi giorni è humanidad. E tutto ciò è anche parte dei motivi che ha spinto Fernando a tornare nella sua amata e tanto bella Córdoba. Fernando me lo ripete di continuo: “Vedi Reeemi, è bellissima Córdoba”

Categorie
Argentina Viaggio in Sud America

Hornocal

La mia giornata intera con la comunità di Ocumazo, 3 Gennaio, prevede un lungo trekking. E si è rivelato molto lungo.

Daniel mi aspetta alle 7:50 con Princesa, il suo cavallo che ci accompagnerà nella lunga camminata. 1200 m di dislivello, da 3000 m a 4200 m per circa 24 km.

La camminata è spettacolare! Durante il cammino non incontriamo nessuno. Assolutamente un privilegio. Sicuramente la mia giornata più bella del mio viaggio in solitario. Paesaggi incantevoli, una guida locale preparata, attenta e anche curiosa di ascoltare qualcosa sull’Italia.

Procediamo a passo lento tra fiori, cactus giganti e i racconti di Daniel, fino a raggiungere el Abra de Hornocal (passo). Di fronte a noi, la Cerrania de Hornocal si mostra in tutto il suo splendore. All’arrivo al passo, eseguiamo una piccola cerimonia ponendo foglie di coca tra le rocce, in omaggio a Pachamama, madre Terra. Daniel mi ripete più volte che per loro questo è un luogo speciale, carico di energia. Energia che si sente!

Ripartiamo dopo pranzo, e nel pomeriggio non poteva mancare una sosta per il mate. Il cammino è ricco di storia e fu molto utilizzato anche dagli Inca. Sono contentissimo! Provo anche un paio di tratti a cavallo.

Il giorno seguente, saluto la Comunità di Ocumazo sicuramente arricchito di questa esperienza così profonda. Non vedo l’ora di tornare sulle Ande per rivivere esperienze simili!

Categorie
Argentina Viaggio in Sud America

Ocumazo, la cueva del murcielago.

La comunità di Ocumazo mi ha ospitato dal 2 al 4 Gennaio. Una piccola comunità di circa 40 famiglie che vive di agricoltura e turismo responsabile e sostenibile. Questi giorni sono stati organizzati con la agenzia Origins di Salta, che raccomando vivamente!

Raúl mi accoglie entusiasta, anche se manca la luce. Nubi, tuoni e pioggia la fanno saltare spesso. Così, ceniamo a lume di candela e mi addormento nella pace più assoluta.

Ocumazo si trova a 3000 m di altitudine, a circa 40 minuti di auto dalla città di Humahuaca. La comunità di Ocumazo è ben organizzata a ricevere ospiti. A turno qualcuno ospita, cucina e guida i turisti. Raúl mi ospita in casa sua. In questi giorni sono l’unico turista, e in generale non si vedono molti italiani. Vive solo qui, perché la moglie deve occuparsi del padre nella città più vicina, San Salvador de Jujuy. Delia cucinerà per me cene e pranzi e suo figlio Daniel sarà la mia guida durante il trekking. Con loro, ho vissuto una esperienza straordinaria. La mia dimensione di turismo!

Raúl. Un gran chiacchierone!
Delia. Le migliori empanadas del viaggio sono sue!
Daniel, Delia e Raúl

Nella comunità di Ocumazo, la popolazione è di una etnia andina chiamata Omahuaca. La loro lingua originale è il Cacan. Daniel mi racconta che nessuno parla più il Cacan. Infatti durante il dominio Inca, il loro popolo fu costretto a pagare un tributo all’impero, come ad esempio un mese di raccolto. In cambio, gli Inca costruivano sentieri, etc… In quel periodo, han potuto però conservare le loro tradizioni e usanze. Sotto il dominio spagnolo invece no. La lingua aborigena era vietata, così si è persa. Diverse punizioni erano previste per i trasgressori.

I giorni scorrono molto sereni, sto benissimo! L’ultima mattina Edgar mi mostra con orgoglio la comunità, i campi coltivati con metodo biologico, il mulino e gli edifici pubblici.

Edgar nel suo campo. Edgar ha un nipote che si chiama Remigio 🙂
Quinoa
Il mulino
La scuola elementare
Sala riunioni e centro “medico”

Mi raccontano di accordi di reciprocità ancestrali tra comunità vicine per la gestione dell’acqua, di baratto, e di viaggi lunghi quattro giorni per scambiare alimenti con gli abitanti della yunga. Anche in Argentina la questione del litio è molto sentita.

La produzione agricola è principalmente per autosostentamento, ma qualcosa si vende in città, a Humahuaca.

Saluto con emozione Raúl. È stato un vero piacere e mi auguro che un turismo limitato e responsabile faccia molto bene alla loro comunità. Nessun giovane si ferma in comunità, così il turismo per loro è un modo per sopravvivere! Raúl mi dice che con turisti come me, c’è speranza!

Solange mi accompagna dalla comunità fino alla stazione degli autobus di Humahuaca. Solange è la compagna di Daniel ed è di Buenos Aires, ma oltre che di Daniel si è innamorata, in controtendenza, della vita tranquilla e pacifica della comunità di Ocumazo.

Categorie
Argentina Viaggio in Sud America

¡Bienvenido en Argentina, caballero!

Saluto con gioia i due Jorge e Sara del hostal Terracota, ai quali mostro il mio blog e ne sono affascinati. Grazie per la allegria di questi ultimi giorni!

Oggi, 2 Gennaio, il bus c’è, e quindi si parte. La strada che collega San Pedro de Atacama a Purmamarca credo sia da inserire nella lista delle più belle al mondo. Si sale sull’Altiplano, che come ormai avete capito, mi affascina. Così apprezziamo ancora il Salar de Tata e raggiungiamo il celebre passo Jama, 4200 m dove ci aspettano circa due ore alla dogana prima di ripartire. Il passo Jama è tra i passi carrozzabili più elevati nel mondo e consente a viaggiatori, abitanti e soprattutto camion, di viaggiare sicuri tra Cile e Argentina. I camion arrivano qui dal porto di Antofagasta e proseguono il viaggio attraverso Argentina e Uruguay.

Durante le due ore di attesa alla dogana, scambio due parole con un signore gentile, nato e cresciuto a Calama. Già, proprio come mi raccontava Edit, nato e cresciuto acá! Anche una battuta dell’autista è degna di nota, e fa riflettere. Sempre alla dogana, un passeggero chiede: “C’è il Wi-Fi qui? E lui “Amigo estamos a 4200 m, falta el oxygeno, no hay Wi-Fi. Aquí falta el oxygeno…”

Passato il confine, si rimane abbagliati dalle Salinas Grandes. L’autobus procede lento verso Purmamarca e davanti ai nostri occhi si apre la meravigliosa Quebrada de Humahuaca.

Il mio autista, il gentilissimo Jesús, è puntualissimo e mi aspetta a Purmamarca, grazioso paese ai piedi del Cerro de los 7 colores.

La paleta del pintor

In auto mi conduce fino alla comunità di Ocumazo, a circa 30 km da Humahuaca, a 3000 m di altitudine. Qui trascorreró due giorni. È tardi, ma Raúl mi aspetta e mi accoglie con allegria. Bienvenido a Ocumazo!