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Argentina Viaggio in Sud America

Remi, guarda che bella Córdoba!

Domenica 5 arrivo a Córdoba di buon mattino, al termine del mio viaggio in autobus notturno da San Salvador de Jujuy. Viaggio tranquillo e confortevole. In Argentina si viaggia in autobus! Alla stazione degli autobus di Córdoba mi aspetta Fernando che non vedo da sei anni.

Trascorriamo la domenica in modo assolutamente tradizionale, in famiglia: asado, piscina, relax e mate. E qui l’asado è più che un’arte! Sofia, Liliana, Mario e Nicola mi accolgono nella loro famiglia Argentina di origini italiane. Bienvenuto a nostra casa!

L’indomani Fernando ed io dedichiamo la giornata a Córdoba capital, e al suo centro. Anche in questo caso Fernando mi parla di livelli sociali, da uno a sei, e delle diversità visibili nei vari quartieri. La città ha un ritmo molto tranquillo e lento. Non ci sono tanti palazzi, ma tante case basse, con piccoli giardini e asadores.

Iniziamo dal mercato centrale dove Fernando mi mostra con orgoglio la sua macelleria, frutto del duro lavoro degli ultimi sei anni.

Proseguiamo con il Cabildo, dove approfittiamo di una bella mostra di disegni realizzati da studenti universitari, e successivamente visitiamo la Cattedrale. Entrambi gli edifici si affacciano sulla vibrante Plaza San Martin.

Pomeriggio dedicato alla cripta e alla splendida Manzana Jesuítica. Iniziamo con la chiesa e proseguiamo con un’ottima visita guidata al Museo Historico de la Universidad Nacional de Córdoba. La storia e lo sviluppo di Córdoba sono strettamente collegati con l’ordine gesuita, giunto qui per evangelizzare le popolazioni aborigene. Tutte le guide incontrate concordano con il fatto che i gesuiti a Córdoba erano decisamente all’avanguardia, sempre attenti alla cultura e all’istruzione e infatti a loro si deve la nascita della università. A Córdoba sono orgogliosi della loro università pubblica!

Ceniamo con Nicola, con il celebre fast food argentino, il lomito!

Il giorno seguente Fernando mi mostra con gioia ed entusiasmo il campo, la casa di campagna di suo fratello dove hanno intrapreso un allevamento di maiali. Ceniamo nuovamente tutti insieme; d’estate in Argentina ci si incontra spesso! Carne al disco! Grandi bistecche di manzo cotte all’interno di un disco di metallo, con cipolle e peperoni, affogate nella birra. Rigorosamente sul fuoco.

Al centro di Córdoba dedichiamo anche la mia ultima mattinata, venerdì 10 gennaio. La visita guidata del Museo de Artes Religioso y Convento de Carmelitas Descalzas de San José é nuovamente molto preziosa.

Pranziamo in un bel locale tradizionale, assaggiando Locro e Humita.

Córdoba è anche tanta Italia. Praticamente tutte le persone che abbiamo incontrato hanno almeno un nonno o nonna italiani. Piemonte, Sicilia e Friuli le regioni che abbiamo incontrato maggiormente. Così è per me un piacere incontrare Don Santos, il nonno di Fernando, figlio di emigrati siciliani e marito di una donna di Orsara di Puglia. Con orgoglio mi mostra i suoi libri di ingegneria elettrica del Politecnico di Torino sui quali scelse di studiare a Córdoba, per migliorare il suo italiano. Lui, però, in Italia non ci è mai stato, come quasi tutte le persone incontrate. Anche se tutti loro non vedono l’ora, un sogno spesso non realizzabile. Tanti sono anche i locali italiani, come ad esempio una pizzeria che vanta un museo della pizza.

Molte sono le storie di immigrati italiani a Córdoba, tra la fine dell’ottocento e le due guerre mondiali. Vi invito a leggere il post seguente per conoscere una bella storia friulana.

I diversi giorni con Fernando a Córdoba mi hanno permesso di apprezzare molto questa provincia e il suo stile di vita. Fernando mi racconta sempre di un Paese potenzialmente ricchissimo, con una terra estremamente fertile, perfetta per l’agricoltura. Certo si sente la crisi economica. Il pesos argentino vale poco, le file in banca sono interminabili e per uno straniero si rivela complicato prelevare contante. La corruzione è molto elevata. Un paese piccolo in termini di popolazione, grandissimo come estensione e dalle infinite potenzialità.

Una città ricca di attività culturali, musei, mostre. Musei spesso gratuiti o molto, molto economici (meno di un euro). Visite guidate sempre, sempre eccellenti con persone fiere del loro Paese, seppur forse in cerca di una vera e propria identità.

Bellissime le numerose auto anni ’60 e ’70. Tante FIAT, Renault Torino e la mitica camioneta Ford!

Lo stile di vita è tranquillo e ad amici e parenti piace incontrarsi con calma, semplicemente a bere un mate. Nei parchi spesso si vedono ragazzi che bevono mate ed è comune viaggiare con un thermos, l’acqua calda la si trova ovunque. Che poesia condividere un mate! C’è voglia di stare bene insieme, in modo semplice. E questo mi è piaciuto molto! Per me la parola che caratterizza questi giorni è humanidad. E tutto ciò è anche parte dei motivi che ha spinto Fernando a tornare nella sua amata e tanto bella Córdoba. Fernando me lo ripete di continuo: “Vedi Reeemi, è bellissima Córdoba”

Una risposta su “Remi, guarda che bella Córdoba!”

Córdoba description really touched me. I would love to go there someday. I didn’t know it has so much to do with Italy.
I guess a Spanish Córdoba has nothing to do with Argentinian, but it inspires me to visit a Spanish one, once you are back in Europe, Remi? I will take care that you keep practicing your Spanish :). I guess despite an Italian impact and history, people there still prefer to speak Spanish with you rather than Italian.

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