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Brasile Viaggio in Sud America

São Paulo

Atterriamo da Campo Grande nella notte di venerdì 17. Isadora e Rafael mi accolgono nel loro grazioso appartamento nel quartiere Bosque da Saúde. Sono contenti di farmi assaggiare la pizza e un ottimo Malbec argentino. Pizza buona, all’italiana anche se i racconti sulle stranezze con la pizza sono molto divertenti. Per esempio c’è la quattro formaggi con il bordo ripieno di cioccolata o la margherita con il bordo di sushi.

Sabato la giornata è decisamente fresca e grigia. Il quartiere di Isadora e Rafael è tranquillo, un mix tra edifici moderni e zone ancora in via di sviluppo. Per le strade, praticamente, nessuno. Mi colpiscono le tante case basse che si affacciano sulle strade all’ombra di palazzi più alti e i numerosi sali scendi, con salite molto, molto ripide. Iniziamo con una bella passeggiata nel parco Ibirapuera dove tanti paulisti fanno sport, suonano, ballano o si rilassano. È impressionante e molto affascinante osservare il melting pot di São Paulo. Credo che qui siano presenti tutte le tonalità di colori di pelle. Rafael e Isadora mi raccontano sia della schiavitù terminata a fine 1800, che delle diverse migrazioni da Europa, Africa, Giappone, Cina, Corea e Medio Oriente. E sono tutti brasiliani! Uno spettacolo!

L’albero di Isadora

Dopo il parco è ora della celebre Avenida Paulista, l’arteria principale di São Paulo lunga poco meno di 3 km. Negozi, bar e ristoranti si alternano a uffici e banche. La strada non è affollata, come il resto della città, perché molti brasiliani sono in vacanza.

Al Centro Cultural Itaú ammiriamo una bella esposizione di disegni e carte geografiche sulla storia del Brasile.

Flora, fauna, la storia degli indios dell’Amazzonia e delle prime esplorazioni del continente Americano. Impresionanti le prime descrizioni degli europei sugli indios. Furono studiati come animali e portati in Europa per esibirsi in diverse corti. Diversi i racconti sul cannibalismo.

Al centro: “Gli indii natii di questi paesi mangiano carne umana”

Importante e toccante la sezione sulla schiavitù, terminata solo nel 1888 per volere della principessa Isabella. 5 milioni di africani furono trasportati in Brasile tra il ‘500 e l’ 800. L’economia brasiliana si fondava su questa terribile pratica.

Whether black, mulatto or white, every Brazilian today is the result of this tragic historical chapter.

Sempre sull’Avenida Paulista, esemplare la libreria Cultura, tre piani ricchi di libri, eventi e molto affollata di paulisti.

São Paulo è anche divertimento, ottimo cibo e ovviamente ottime caipirinha. Iniziamo con la miglior caipirinha di São Paulo, da Veloso, in un’atmosfera serena, rilassata e divertente! Colori brillanti e gusto impeccabile!

Concludiamo la mia ultima serata in Sud America con un meraviglioso Rodizio, in una super Churrascaria! Carne argentina cucinata alla brasiliana. Dal Cile al Brasile passando per l’Argentina, tutti d’accordo che è la migliore combinazione in assoluto. Confermo! Tanti tagli differenti, tutti molto succulenti! Ci mostrano anche con piacere la griglia!

Sabato notte, solo un terzo della griglia è in funzione per cucinare la costela per il pranzo di domenica.

Domenica mattina ci svegliamo con un po’ di inevitable tristezza per l’imminente partenza. Decidiamo per un bel giro al mercato settimanale di Sauji. La frutta tropicale, le noci, i fagioli e le innumerevoli varietà di banane rendono molto colorito il mercato. I venditori sono simpatici e si divertono a farci assaggiare frutti dolcissimi! Assaggiamo il celebre pasteis con carne secca e il succo della canna da zucchero.

Ci dirigiamo in auto verso l’aeroporto e le mie due guide eccezionali decidono per un rapido tour in auto nel centro, quartiere Libertade, il quartiere giapponese e cinese. Sembra davvero di essere in Asia. Passiamo davanti alla cattedrale ed è impressionante il numero di senzatetto accampati in tende. Un piccolo spazio verde qui significa una tenda per chi non ha una casa dove vivere. In pieno centro ci sono diversi edifici occupati e la strada verso l’aeroporto costeggia una grande favelas. Il Brasile è anche questo. Rafael mi racconta che con gli ultimi governi la povertà è incrementata e il numero di senzatetto è cresciuto del 40 %. Piccoli segnali di miglioramento nell’ultimo anno.

A São Paulo bisogna sapere dove si può andare, e dove no. E in che orario si può andare. Il tema della sicurezza mi ha toccato molto in questo viaggio perché impatta fortemente sulla vita delle persone. C’è chi sceglie di vivere in un condominio piuttosto che in una casa singola, e chi magari a teatro non va perché non si sente sicuro. Con Rafael, Isadora e Fernando ho avuto modo di parlare di diversi temi su questo immenso e popoloso Paese: economia, istruzione, le “cotas” per accedere alle università, indios, il punto di vista degli europei; ma anche tradizioni, musica, cibo. E la natura. Perché il Brasile per me è natura, foreste, alberi giganti, fiumi, animali affascinanti e uccelli coloratissimi. Il colore per me è il verde! E non a caso è anche il colore principale della bandiera brasiliana!

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